BIO.LEA.R (Biogas Leachate Recovery)
Life+09/ENV/IT/101

Recupero energetico

Il biogas, dato l’elevato contenuto in CH4, ha un buon potere calorifico (PCI circa 18.000 kJ/Nm3); ben si presta ad una valorizzazione energetica per combustione diretta in caldaia (produzione di calore), in motori a combustione interna accoppiati a generatori elettrici (produzione di energia elettrica) e in cogenerazione (produzione di energia elettrica e calore).

Il recupero energetico del biogas consente inoltre di raggiungere due obiettivi molto importanti dal punto di vista ambientale: l’abbattimento dell’emissione di metano in atmosfera (riduzione dell’effetto serra) e una mancata emissione di CO2 da fonti convenzionali (fossili) per la produzione di energia. Per tale motivo la produzione di energia da biogas è considerata una fonte rinnovabile.
La componente combustibile del biogas (metano), adeguatamente miscelata con l’aria (comburente), brucia all’interno di un volume confinato generando energia termica.
Questa energia può essere trasferita mediante adeguati scambiatori ad altri fluidi (acqua, oli e altri conduttori termici), per la distribuzione di calore alle diverse temperature; questo tipo di recupero energetico viene definito recupero di energia termica.
Spesso l’energia termica viene trasformata in energia meccanica (ad esempio nei motori endotermici), che a sua volta è convertita in energia elettrica per mezzo di generatori (recupero di energia elettrica).
Se una stessa macchina è in grado di produrre contemporaneamente sia energia termica che energia elettrica, si parla di cogenerazione.
La produzione di energia elettrica è l’applicazione di recupero energetico più semplice da gestire sia per la facilità di trasporto dell’energia che per la continua richiesta da parte delle utenze.