BIO.LEA.R (Biogas Leachate Recovery)
Life+09/ENV/IT/101

Il progetto

Il progetto Bio.Lea.R. viene sviluppato nella discarica per rifiuti non pericolosi sita in Cerro Tanaro (AT) gestita da GAIA S.p.A.; la sperimentazione viene condotta sulla parte di discarica in post-gestione, che si trova quindi nella fase successiva alla copertura e chiusura della stessa.

L’idea

Il progetto Bio.Lea.R. viene sviluppato nella discarica per rifiuti non pericolosi sita in Cerro Tanaro (AT) gestita da GAIA S.p.A.; la sperimentazione viene condotta sulla parte di discarica in post-gestione, che si trova quindi nella fase successiva alla copertura e chiusura della stessa.4_lifeIMG_4536_webL’idea alla base del progetto è di ottimizzare i processi chimico – fisici che avvengono naturalmente all’interno della massa dei rifiuti, per accelerarne la stabilizzazione e ottenere il massimo beneficio dal recupero energetico.

Il metodo utilizzato è la regolazione dell’umidità dei rifiuti, attraverso il riutilizzo del percolato e delle acque di scarto, gestendo così la discarica in una modalità chiamata “bioreattore”. Si definiscono bioreattori quelle discariche in cui avviene un controllo interno dell’umidità, al fine di ottimizzare la produzione di biogas e ridurre i tempi di produzione naturale.
Il materiale nella discarica è caratterizzato da una ridotta componente organica e da una bassa umidità; tende quindi a generare una scarsa quantità di biogas e a prolungare il periodo in cui è necessario effettuare la captazione e combustione del biogas.

L’umidità è un parametro critico per regolare i processi biologici di produzione del biogas: un’umidità insufficiente rallenta e inibisce l’attività biologica dei batteri metanigeni (discarica secca); un grado ottimale di umidità sviluppa una maggior produzione di biogas nei primi anni di post-gestione e contemporaneamente accelera la stabilizzazione della discarica (mineralizzazione, assestamento, stabilizzazione biologica). Considerando che la quantità totale di biogas prodotto dai rifiuti è costante, l’umidità determina un picco di produzione iniziale, che viene compensata da una “coda” produttiva molto meno incidente negli anni successivi, provocando una maggior produzione di biogas in tempi relativamente più brevi. Questo permette uno sfruttamento ottimale per la generazione di energia elettrica attraverso la combustione di biogas in una centrale di recupero energetico. Al suo interno l’energia termica, prodotta dalla combustione del biogas, è sfruttata per generare energia meccanica, che è a sua volta trasformata in energia elettrica.